Incontro con Roberto Lioli
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Jazzagenda incontra Roberto Lioli, fondatore nel 2015 dell’etichetta discografica Encore Jazz e ingegnere del suono presso la Casa del Jazz e la Fonderia delle Arti, nonché fonico di Stefano Bollani.

Roberto, è nota la tua carriera di sound engineer accanto a grandi nomi del jazz italiano e internazionale, primo tra tutti Stefano Bollani: quando hai deciso di fondare una tua etichetta discografica?

Tutto è iniziato con l’amico Cristiano Arcelli: abbiamo deciso insieme di produrre il suo disco “Solaris” uscito il 22 ottobre del 2015, che ovviamente abbiamo seguito dalla nascita alla distribuzione: da lì è partito tutto insieme al mio socio Vittorio Bartoli. Nucleo della mia funzione di discografico rimane comunque la mia grande passione come fonico. La condivisione dei questa passione è forse la spinta maggiore per la nascita dell’etichetta.

Quale è la vostra linea editoriale?

L’idea è quella di lavorare su progetti originali, in special modo di giovani musicisti.
Al momento stiamo promuovendo l’album “Unexpected” del giovanissimo Manuel Magrini. E’ un disco in piano solo, fortemente voluto da Encore Jazz per mettere allo scoperto ed esaltare le sue doti pianistiche, oltre a quelle compositive. Ci stiamo investendo molto perché crediamo fortemente nelle sue potenzialità.

Nella realizzazione dei dischi, porti sicuramente la tua “visione” del suono.

Purtroppo chi vuol far parte di Encore deve passare dal mio studio! 😉
Ci rivolgiamo a un pubblico di appassionati e cultori, che ama il disco in quanto oggetto fisico e il dettaglio del suono che è appunto al centro del moi lavoro. Uno degli obiettivi di Encore Jazz è affiancare una collana in vinile ad ogni nostra produzione discografica.
Vi è ovviamente la possibilità di downlod digitale del nostro catalogo attraverso i vari digital stores, per favorirne una diffusione a largo raggio.

Quale è la vostra visione del mercato discografico attuale a livello internazionale?
Stiamo lavorando molto per far conoscere i nostri artisti al di fuori dell’Europa.
Ci sono mercati meno saturi e più interessati alle produzioni, come l’Oriente o l’Oceania.

In che modo curate gli artisti che scegliete per il vostro catalogo?

Vale l’esempio del suono, cerchiamo, per quando possibile, di seguire il progetto in tutte le sue parti, dalla registrazione appunto, alle grafiche, alla promozione, fino al live.

La grafica dei vostri album è personalizzata e coordinata: a cosa si ispira?

Ci tenevamo che l’etichetta avesse una sua linea che la identificasse anche nella grafica, abbiamo scelto Emiliano Ponzi, un illustratore bravissimo. Gli invio l’argomento e i brani del disco e lui mi manda le illustrazioni. E’ lui che decide!

Siete attualmente in lavorazione a un nuovo disco?

Abbiamo appena terminato di registrare il nuovo disco del quartetto “Special Dish” di Cristina Zavalloni e un trio italo-australiano con Mirko Guerrini, Paul Grabowsky e Niko Schauble.

Indicaci tutte le coordinate web per rimanere aggiornati sul vostro catalogo.
Tutte le info sono disponibili sul sito dell’etichetta www.encorejazz.it e sull’omonima pagina Facebook.