Manuel Magrini – Napoli Jazz Winter 2017
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Venerdì 23 febbraio la prima data del nuovo tour di Manuel Magrini, in piano solo, per presentare il suo ultimo Album “Unexpected” alla Domus Ars di Napoli nell’ambito della rassegna musicale Napoli Jazz Winter 2017 organizzata da Napoli Jazz Club e diretta da Michele Solipano.

Il disco di Manuel Magrini, edito dall’etichetta Encore Jazz, e che sarà presentato il 1 marzo in Turchia a Smirne per l’Izmir European Jazz Festival oltre in altre città italiane come Venezia, Firenze, Torino e ad aprile anche alla Casa del Jazz di Roma, è composto da 13 brani con nove composizioni originali e quattro arrangiamenti di brani famosi entrati nell’immaginario compositivo del pianista stesso.

Manuel Magrini, dopo il diploma al Conservatorio “Morlacchi” di Perugia, si è dedicato, senza mai mettere da parte gli studi della musica classica, alla musica jazz, iniziando a studiarla ed approfondirla grazie al Maestro Ramberto Ciammarughi.

Il disco infatti è un insieme di elementi del linguaggio jazz, del vocabolario armonico e ritmico di tale genere musicale unitamente ad elementi di ispirazione derivati dai suoi studi di musica classica (come il controllo delle voci interne che è una pratica che si acquisisce studiando l’epoca barocca di Bach o la posizione delle dita larghe della mano sulla tastiera tipica dei brani dell’età romantica) e da una particolare propensione all’improvvisazione.

Durante il concerto ha alternato brani di sua composizione come “Abbraccio il giorno” e “Al di là dei sogni”, a brani di improvvisazione dove alterna romantiche musicalità a momenti di perfetto stilismo pianistico. Colpisce molto, inoltre, come davanti al suo pianoforte, Manuel Magrini, per chi come me ha avuto modo di conoscerlo anche personalmente come un ragazzo abbastanza timido, riservato e con un animo gentile come di un uomo di altri tempi, si faccia coinvolgere dalla musica dando un’inaspettata forza alle note di brani più coinvolgenti e trascinanti nella loro forza compositiva e musicale.

Durante il concerto non ha disdegnato brani standard come “In walking bud” di Thelonious Monk, “Gloria’s Step” di Scott LaFaro, “A child is born “di Tad Jones preparati da Manuel con intensa cura e attenzione. Particolarmente emozionante l’omaggio alla musica di Fabrizio de Andre’ con il brano “Dolcenera” , del quale Manuel Magrini si è innamorato sin dai tempi delle scuole superiori avendone avuto la possibilità di suonarlo anche con Ellade Bandini, storico batterista dello stesso De André,l quale gli spiegò il significato del brano e la sua drammaticità, ed essendone colpito dalla sua enorme poesia e musicalità oltre che della ritmicità delle donne africane che si sentono all’interno del brano, ha cercato, come lui stesso ha spiegato, di riprodurne il suono particolare con l’ idea della mano all’interno della cassa armonica con un metodo percussivo delle corde del pianoforte stesso.

L’altro omaggio alla musica dei grandi artisti è “Seven Days” di Sting, durante il quale Magrini ha cambiato il suo stile pianistico e compositivo fatto di una parte preponderante di improvvisazione che si sviluppa intorno ad un’idea iniziale, sentendosi libero di uscire ed entrare dal tema centrale per poter dare libera realizzazione all’improvvisazione stessa, mentre in tale brano il pianista segue fedelmente lo schema compositivo cosi come è stato ideato, essendone uno schema fortemente strutturato. Il risultato è comunque eccezionale e molto coinvolgente tanto che Magrini suscita consenso e applausi da tutto il pubblico presente.

Un giovane pianista quindi da considerare con la massima attenzione perché sentiremo molto parlare di lui nei prossimi anni come un grandissimo Talento della musica.